Una mamma e sette laghi

Il Sacro Monte di Varese con i bambini: consigli per la passeggiata

Quando i miei figli hanno iniziato a camminare bene, ho cominciato a cercare posti vicino a casa dove potessero muoversi all'aria aperta senza annoiarsi dopo cinque minuti. Viviamo nella zona di Varese da sempre e, per quanto sembri strano, il Sacro Monte era rimasto a lungo nella lista delle mete rimandate. Poi una domenica di maggio, quasi per caso, siamo partiti con uno zaino pieno di acqua e qualche fetta di pane, e abbiamo scoperto un luogo che oggi frequentiamo in ogni stagione.

Il Sacro Monte di Varese è una di quelle realtà che si capiscono solo camminandoci dentro. Si tratta di un complesso religioso inserito nella lista del patrimonio UNESCO, con un viale sacro costellato di cappelle dedicate ai Misteri del Rosario. Le guide lo descrivono come una passeggiata nella fede e nell'arte, ma per chi ci va con i bambini diventa soprattutto una passeggiata nel bosco, tra statue di terracotta, scorci sul lago e prati dove fermarsi a giocare.

Quello che voglio raccontare qui non è una guida turistica, ma il diario di una mamma che ci è tornata più volte e che ha imparato qualche trucco per godersi la giornata senza troppe crisi. Se state pensando di portare i vostri figli al Sacro Monte di Varese con i bambini, spero che queste pagine possano servirvi come una chiacchierata tra amiche prima di partire, fatta di piccoli consigli pratici e di qualche curiosità che ho raccolto strada facendo.

Il sentiero tra boschi e cappelle

Il percorso principale che porta alle cappelle parte dal borgo di Santa Maria del Monte e si snoda per circa due chilometri fino al piazzale del Santuario. È una strada ampia, lastricata, con pendenze dolci che si fanno più serie solo nell'ultimo tratto. I miei figli, di cinque e otto anni, l'hanno percorsa a piedi senza troppe proteste, anche se abbiamo fatto molte soste per guardare le api, raccogliere castagne d'autunno o contare le lucertole sui muretti a secco che delimitano il cammino.

Una delle cose che mi ha colpito di più è il silenzio del bosco. Non è il silenzio rigido della montagna alta, ma un silenzio morbido, fatto di fruscii e di canti di uccelli che arrivano da chissà dove. I bambini lo percepiscono subito e dopo un po' camminano parlando sottovoce, quasi con rispetto, come se fossero entrati in un posto speciale che va ascoltato e non disturbato.

Per chi preferisce risparmiare le gambe dei più piccoli, esiste anche la possibilità di salire con la funicolare, che è una piccola avventura di per sé perché la pendenza è notevole. Noi l'abbiamo provata una volta sola perché i miei figli hanno preferito camminare e fare soste frequenti, ma è una valida alternativa quando le temperature sono alte, quando i bimbi sono molto piccoli o quando si vuole lasciare più tempo alla visita delle cappelle senza affaticarsi.

Lungo il sentiero si trovano anche alcuni pannelli illustrati che spiegano la storia del luogo e i simboli nascosti nelle statue. I miei figli li adorano perché sono pieni di disegni e di indovinelli: ogni volta che ne trovano uno si fermano e provano a interpretarlo, trasformando la camminata in una specie di caccia al tesoro che li tiene impegnati per ore.

Le tappe che incantano i più piccoli

Le cappelle del Rosario sono quattordici e ognuna custodisce gruppi statuari di terracotta a grandezza naturale, con scene della vita di Gesù e della Vergine. Davanti a ogni cappella i miei figli si fermavano come ipnotizzati: c'è la volta in cui hanno visto il volto della Maddalena e sono rimasti in silenzio per un minuto intero, cosa che a casa non succede mai, e che mi ha fatto capire quanto queste opere siano ancora vive e capaci di parlare.

Il momento che li ha coinvolti di più è stata la visita guidata per famiglie che il Santuario organizza in alcuni fine settimana. La guida racconta le storie dei santi in modo semplice, usando immagini e domande, e i bambini possono toccare alcuni oggetti legati alla vita dei pellegrini. Se avete la possibilità di prenotare una di queste visite, fatelo: cambia completamente l'esperienza, perché i bambini passano dall'osservare passivamente a fare domande e a raccontare a loro volta le scene viste.

Un'altra tappa che adorano è il piccolo parco giochi vicino al piazzale del Santuario, dove c'è anche un punto panoramico da cui si vede tutto il Lago di Varese con le sue acque che cambiano colore a seconda della luce. La pausa merenda lì vale doppio: si mangia e si guarda il panorama, e i bambini possono correre sui prati mentre i grandi riprendono fiato sulle panchine.

Quale stagione scegliere

Stagione Cosa offre Criticità per bambini
Primavera Fiori nei prati, temperature miti, pochi turisti Alcuni tratti fangosi dopo la pioggia
Estate Verde rigoglioso, sagre locali, aperture serali Caldo a metà giornata, code ai bar
Autunno Castagne, foliage, colori caldi Giornate corte, qualche cappella chiusa
Inverno Panorama limpido, atmosfera silenziosa Possibile ghiaccio sui gradini

Personalmente preferisco la tarda primavera, quando il bosco è pieno di vita e le cappelle si visitano senza folla, con la luce che filtra tra le foglie nuove. I miei figli, però, adorano anche l'autunno per via delle castagne che raccolgono lungo il sentiero e per i colori caldi che si vedono soprattutto nel pomeriggio. L'estate è suggestiva ma va affrontata con cappellino e borraccia, perché l'ombra non è sempre garantita e certi tratti del percorso si scaldano parecchio a luglio.

Una cosa che ho imparato è di non partire mai troppo tardi. In estate la mattina è l'unico momento in cui il percorso è fresco e i bambini hanno ancora voglia di camminare; in inverno, invece, conviene salire a metà mattina per godersi le luci migliori sul lago e per evitare il gelo delle prime ore. Anche il meteo va consultato la sera prima: con la nebbia il panorama scompare e i bambini si annoiano, perché vengono privati della vista sul lago che è una delle loro motivazioni principali.

Curiosità e leggende del luogo

Il Sacro Monte è stato costruito tra il Seicento e il Settecento, anche se le cappelle che vediamo oggi sono in gran parte il frutto di un restauro avvenuto nei primi anni del Novecento, dopo anni di abbandono. Gli scultori che hanno lavorato qui erano artigiani di scuola lombarda, e la qualità delle terrecotte è tale che molti visitatori adulti restano sorpresi dalla finezza dei dettagli, dalle espressioni dei volti e dai panneggi delle vesti che sembrano mossi dal vento.

Una delle leggende che i miei figli amano sentire racconta che nelle notti di luna piena i pellegrini del passato vedevano apparire figure misteriose tra gli alberi, ombre che li accompagnavano per un tratto di sentiero prima di svanire. Non so se sia una storia vera o un modo per dare un tocco di magia al percorso, ma so che quando gliel'ho raccontata la sera prima di partire, sono arrivati al Sacro Monte con occhi diversi, pieni di attenzione e un pizzico di brivido che ha reso la visita ancora più emozionante.

Un'altra curiosità che mi ha colpito è che le cappelle sono numerate in modo non proprio progressivo, perché il percorso segue la tradizione francescana e i Misteri del Rosario sono raggruppati per temi. I bambini hanno provato a contarle e a metterle in ordine, un gioco che li ha impegnati per buona parte della giornata e che li ha portati a discutere animatamente su quale cappella venisse prima, imparando senza accorgersene la struttura del percorso.

Cosa mettere nello zaino

Dopo diverse visite ho affinato la lista delle cose da portare. La borraccia piena è la prima, fondamentale soprattutto d'estate perché al Sacro Monte le fontane non sono molte e i bambini si disidratano in fretta. Poi uno snack semplice, tipo cracker o banana, perché le cappelle non si visitano tutte di seguito e a un certo punto la fame chiama, specialmente dopo la salita finale. Uno zainetto leggero che il bambino porta da solo, se vuole sentirsi autonomo, e un cambio maglietta per chi si rovina sempre le maniche sui muretti.

Per i più piccoli consiglio anche un paio di stivaletti di gomma da tenere in macchina: in primavera alcuni tratti del sentiero diventano fangosi e le scarpe da ginnastica non bastano, anzi si riempiono di sassolini che poi tormentano i piedini per tutta la giornata. Per chi va in autunno invece servono giacche a vento leggere, perché in quota il vento arriva prima che in pianura e la temperatura cambia rapidamente tra sole e ombra.

Una piccola guida illustrata sul Sacro Monte è un investimento che consiglio: i miei figli l'hanno usata per riconoscere le scene delle cappelle e hanno trascorso un bel pomeriggio a casa a rileggerla, disegnando le statue che più li avevano colpiti. È anche un modo per fissare i ricordi dopo la gita e per raccontarla ai nonni che non erano con noi.

Merende e soste golose

Il borgo di Santa Maria del Monte ha alcuni locali dove fermarsi a mangiare qualcosa di semplice. C'è un bar che fa panini e torte fatte in casa, un ristorante con menù bambini e una piccola latteria che vende formaggi tipici della zona come il taleggio e lo stracchino. Noi di solito ci fermiamo qui prima di risalire, perché i bambini hanno fame già a metà mattina e una sosta dolce li ricarica per la seconda parte della visita.

Una tradizione che abbiamo inventato noi è la merenda a sacco al piazzale del Santuario. Prepariamo a casa focaccia, frutta e succo, e ci sediamo sui prati con la vista sul lago, stendendo una coperta a quadri che i bambini considerano ormai parte integrante dell'esperienza. È un momento che aspettano sempre con impazienza e che ci permette di restare fino al pomeriggio senza fretta, giocando a rincorrersi o a riconoscere le nuvole che cambiano forma sopra la pianura.

Chi vuole qualcosa di più sostanzioso può scendere in paese a Santa Maria del Monte e provare i piatti della tradizione varesina, come la trippa o la cassoeula nei mesi freddi, oppure la polenta con il brasato che i bambini di solito adorano. Per i più piccoli ci sono sempre alternative più semplici, dalla cotoletta alla pasta al pomodoro, che in genere convince anche i palati più difficili.

Altre avventure per famiglie nei dintorni

Il Sacro Monte è una tappa, ma la zona intorno a Varese offre tantissime opportunità per le famiglie che vogliono continuare la giornata all'aria aperta. Poco distante si trova il Parco del Campo dei Fiori, dove si possono fare escursioni più impegnative e visitare l'Osservatorio astronomico, che di sera organizza serate dedicate alle stelle. I miei figli l'hanno adorato perché dopo la passeggiata al Sacro Monte si sentivano esploratori esperti e l'idea di guardare il cielo era il naturale completamento di una giornata trascorsa tra i boschi.

Chi ama il lago può unire la visita al Sacro Monte con un pomeriggio in riva al Lago di Varese o al Lago Maggiore, dove ci sono spiagge attrezzate, piste ciclabili e parchi giochi ombreggiati. Noi lo facciamo spesso nelle giornate lunghe d'estate: mattina al Sacro Monte, merenda in quota e poi discesa veloce verso il lago per un bagno rinfrescante che chiude la giornata nel modo migliore.

Per chi cerca anche un po' di movimento sportivo, sul blog di Mamma Bionica si trovano proposte di sport locale che vanno dalle squadre di calcio femminile ai corsi di atletica per bambini, passando per le palestre di arrampicata indoor che vanno forte nei mesi invernali. Dopo queste passeggiate sui sentieri, il più grande dei miei figli ha chiesto di iscriversi proprio a un corso di atletica, e non ha più smesso perché dice che correre sui prati del Sacro Monte gli ha fatto scoprire quanto gli piace muoversi.

Una cosa che mi sento di dire, dopo tante visite, è che il Sacro Monte di Varese con i bambini è un'esperienza che si rinnova ogni volta. Ogni stagione ha il suo ritmo, ogni cappella ha una storia diversa da raccontare, e ogni volta i miei figli notano qualcosa che mi era sfuggito, dai colori della luce agli animali che incontriamo lungo il cammino. Il prossimo appuntamento l'abbiamo già fissato per la festa di San Giuseppe, quando le cappelle vengono aperte in modo speciale: porteremo i bambini con le pile nuove, perché il bosco di sera promette di essere ancora più magico del solito e loro non vedono l'ora di scoprirlo.